Prevenzione e igiene orale

L’igiene orale professionale è la principale delle misure preventive che ci permette di tenere sotto controllo l’accumulo e l’organizzazione della placca batterica e quindi di impedire la formazione di lesioni cariose, l’infiammazione delle gengive e/o danni parodontali. Per questo è indispensabile trasferire al bambino e spesso anche all’adulto le conoscenze a proposito della carie e della malattia parodontale, educandolo alle ragioni che rendono necessaria una quotidiana igiene orale.

Bisogna ricordare che le manovre di igiene orale non sono istintive, ma sono frutto di un’abitudine che deriva dall’educazione.

La placca batterica è una patina biancastra ricca di residui alimentari, germi e sostanze presenti nella saliva. I batteri trasformano la placca in acido, il quale scioglie il calcio dei denti. Inoltre, i batteri emettono delle sostanze tossiche che determinano l’infiammazione delle gengive, rendendole gonfie, arrossate, sanguinanti e dolenti (gengivite).

La placca batterica, di consistenza molle, si forma nel giro di 24 ore, e se non viene rimossa con la pulizia, si trasforma in tartaro, di consistenza dura, asportabile solo con una seduta di pulizia dal dentista (detartrasi o ablazione del tartaro).

Gli strumenti principali per un’igiene orale quotidiana

Spazzolino

Con lo spazzolamento si vuole impedire l’organizzazione della placca e si ottiene una disorganizzazione del complesso batterico patogeno in un ammasso batterico non più pericoloso per quantità e qualità. Lo spazzolino deve possedere una testina piuttosto piccola, setole artificiali, punte arrotondate, durezza media. Inoltre va sostituito ogni tre mesi.
La tecnica di spazzolamento deve comprendere tutte le superfici dentali:

  • vestibolare (verso la guancia);
  • linguale (verso la lingua o il palato);
  • occlusale (dove si mastica);
  • da gengiva a smalto, dal rosso al bianco.

Dentifricio al fluoro

Utile è anche il dentifricio al fluoro, senza commettere l’errore di pensare che il dentifricio sia il mezzo per eliminare la placca, cosa che spetta invece allo spazzolino usato bene.

Filo interdentale

Il filo interdentale ha un ruolo fondamentale per rimuovere tutti i residui alimentari che ristagnano negli spazi interdentali che con lo spazzolamento non si è riusciti ad eliminare.

Colluttori

Gli sciacqui con colluttori soprattutto a base di clorexidina hanno una funzione disinfettante e sono utili anche come elemento per dare un buon sapore in bocca.

Rilevatori di placca

I rivelatori di placca grazie alla loro capacità di colorare la placca devono essere utilizzati per mostrare al bambino le zone di maggior accumulo.

Fluoroprofilassi

Il fluoro è un elemento importante che dovrebbe essere preso in considerazione in ogni programma di prevenzione per la sua azione cariostatica. Il fluoro può essere preso in due modi: via sistemica e via topica.
La fluoroprofilassi sistemica: con l’acqua, il sale, il latte, le compresse.
La fluoroprofilassi topica, effettuata dal dentista con gel mediante l’utilizzo di cucchiai, oppure domiciliare mediante l’utilizzo di dentifrici al fluoro e colluttori al fluoro.

Scovolino

Simile allo spazzolino normale, ma più sottile (ce ne sono di diverse misure), molto efficace e comodo per pulire gli spazi interdentali (cioè, tra i denti).

Prevenzione e igiene orale

L’igiene orale professionale è la principale delle misure preventive che ci permette di tenere sotto controllo l’accumulo e l’organizzazione della placca batterica e quindi di impedire la formazione di lesioni cariose, l’infiammazione delle gengive e/o danni parodontali. Per questo è indispensabile trasferire al bambino e spesso anche all’adulto le conoscenze a proposito della carie e della malattia parodontale, educandolo alle ragioni che rendono necessaria una quotidiana igiene orale.

Bisogna ricordare che le manovre di igiene orale non sono istintive, ma sono frutto di un’abitudine che deriva dall’educazione.

La placca batterica è una patina biancastra ricca di residui alimentari, germi e sostanze presenti nella saliva. I batteri trasformano la placca in acido, il quale scioglie il calcio dei denti. Inoltre, i batteri emettono delle sostanze tossiche che determinano l’infiammazione delle gengive, rendendole gonfie, arrossate, sanguinanti e dolenti (gengivite).

La placca batterica, di consistenza molle, si forma nel giro di 24 ore, e se non viene rimossa con la pulizia, si trasforma in tartaro, di consistenza dura, asportabile solo con una seduta di pulizia dal dentista (detartrasi o ablazione del tartaro).

Gli strumenti principali per un’igiene orale quotidiana

Spazzolino

Con lo spazzolamento si vuole impedire l’organizzazione della placca e si ottiene una disorganizzazione del complesso batterico patogeno in un ammasso batterico non più pericoloso per quantità e qualità. Lo spazzolino deve possedere una testina piuttosto piccola, setole artificiali, punte arrotondate, durezza media. Inoltre va sostituito ogni tre mesi.
La tecnica di spazzolamento deve comprendere tutte le superfici dentali:

  • vestibolare (verso la guancia);
  • linguale (verso la lingua o il palato);
  • occlusale (dove si mastica);
  • da gengiva a smalto, dal rosso al bianco.

Dentifricio al fluoro

Utile è anche il dentifricio al fluoro, senza commettere l’errore di pensare che il dentifricio sia il mezzo per eliminare la placca, cosa che spetta invece allo spazzolino usato bene.

Filo interdentale

Il filo interdentale ha un ruolo fondamentale per rimuovere tutti i residui alimentari che ristagnano negli spazi interdentali che con lo spazzolamento non si è riusciti ad eliminare.

Colluttori

Gli sciacqui con colluttori soprattutto a base di clorexidina hanno una funzione disinfettante e sono utili anche come elemento per dare un buon sapore in bocca.

Rilevatori di placca

I rivelatori di placca grazie alla loro capacità di colorare la placca devono essere utilizzati per mostrare al bambino le zone di maggior accumulo.

Fluoroprofilassi

Il fluoro è un elemento importante che dovrebbe essere preso in considerazione in ogni programma di prevenzione per la sua azione cariostatica. Il fluoro può essere preso in due modi: via sistemica e via topica.
La fluoroprofilassi sistemica: con l’acqua, il sale, il latte, le compresse.
La fluoroprofilassi topica, effettuata dal dentista con gel mediante l’utilizzo di cucchiai, oppure domiciliare mediante l’utilizzo di dentifrici al fluoro e colluttori al fluoro.

Scovolino

Simile allo spazzolino normale, ma più sottile (ce ne sono di diverse misure), molto efficace e comodo per pulire gli spazi interdentali (cioè, tra i denti).

Parodontologia: controllo di gengiva, osso e legamento

La parodontologia si occupa della cura e della prevenzione della malattia parodontale, più comunemente detta “parodontite” o “piorrea”. La parodontite è in termine scientifico l’infiammazione del parodonto, cioè di tutto quello che sta intorno alle radici dei denti (gengive, legamenti alveolo-dentari, alveoli e apparato osseo). L’ Infiammazione è dovuta quasi sempre ad una scarsa o errata igiene orale che, se protratta nel tempo, si cronicizza causando il distacco delle gengive dai denti e dando luogo alla formazione delle così dette “tasche parodontali”, che a loro volta determinano danni a carico dell’osso alveolare causandone una riduzione in altezza. La valutazione del parodonto è un momento fondamentale della visita odontoiatrica e tale analisi deve precedere eventuali terapie protesiche, implantologiche o ortodontiche, al fine di garantire la stabilità della cura nel tempo.

Parodontologia: controllo di gengiva, osso e legamento

La parodontologia si occupa della cura e della prevenzione della malattia parodontale, più comunemente detta “parodontite” o “piorrea”. La parodontite è in termine scientifico l’infiammazione del parodonto, cioè di tutto quello che sta intorno alle radici dei denti (gengive, legamenti alveolo-dentari, alveoli e apparato osseo). L’ Infiammazione è dovuta quasi sempre ad una scarsa o errata igiene orale che, se protratta nel tempo, si cronicizza causando il distacco delle gengive dai denti e dando luogo alla formazione delle così dette “tasche parodontali”, che a loro volta determinano danni a carico dell’osso alveolare causandone una riduzione in altezza. La valutazione del parodonto è un momento fondamentale della visita odontoiatrica e tale analisi deve precedere eventuali terapie protesiche, implantologiche o ortodontiche, al fine di garantire la stabilità della cura nel tempo.

Ortognatodonzia

L’ortognatodonzia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di prevenzione e trattamento delle mal posizioni dei denti e dei mascellari (“Orto” = dritto; “gnato” = ossa mascellari; “donzia” = denti).

Gli obiettivi dell’ortognatodonzia sono:

  • Raggiungere un corretto allineamento dei denti;
  • Ottenere una efficiente funzione masticatoria;
  • Raggiungere una buona estetica del sorriso;
  • Ottenere e/o migliorare la salute dei denti e del parodonto;
  • Mantenere nel tempo i risultati ottenuti.

Le cause della malocclusione sono molteplici.

Ereditarie

  • affollamento dentario;
  • diastemi interdentali (cioè presenza di spazio tra i denti);
  • denti soprannumerari (in più rispetto al numero giusto);
  • agenesie (mancanza di uno o più elementi dentali);
  • prognatismo (mascellare superiore ipersviluppato);
  • progenismo (mandibola ipersviluppata).

Ambientali

  • succhiamento del pollice;
  • succhiamento del ciuccio oltre i 4 anni;
  • deglutizione infantile con interposizione dei denti;
  • respirazione orale;
  • tonsille;
  • adenoidi ipertrofiche;
  • deviazione del setto;
  • allergie;
  • perdita precoce dei denti decidui o permanenti.

Domande frequenti

A che età è meglio fare una prima visita?

È consigliabile effettuare una visita dallo specialista in ortognatodonzia dai 3 ai 6 anni per intercettare ed eliminare precocemente eventuali disarmonie dentali e/o scheletriche. La terapia precoce e intercettata previene l’instaurarsi delle malocclusioni.

Le radiografie sono sempre necessarie?

È di fondamentale importanza effettuare una diagnosi corretta e completa, basata non solo su un’evidenza clinica, ma anche su un’attenta lettura di una ortopantomografia (panoramica) e di una teleradiografia latero-laterale del cranio, con relativo tracciato cefalometrico.

Odontoiatria pediatrica

L’Odontoiatria Pediatrica (Pedodonzia) è una disciplina rivolta alla salute della bocca dei bambini e degli adolescenti. Lo scopo è di istruire il bambino ed i genitori su tutte le pratiche di igiene orale e prevenzione da adottare per prevenire l’insorgenza delle carie. È importante stabilire un rapporto positivo con il bambino che vedrà così nell’odontoiatra un amico e, tranquillamente, si farà curare qualora ci fosse la necessità.

Terapia conservativa

È quella branca dell’Odontoiatria che si occupa di ripristinare l’integrità degli elementi dentali che hanno perso parte della loro struttura. Essa è volta alla prevenzione, alla diagnosi, al trattamento ed alla riabilitazione delle patologie che coinvolgono i tessuti duri del dente, quali la carie, le abrasioni meccaniche, le erosioni chimiche, l’usura dentaria e le fratture dei denti per trauma.

Endodonzia

L’Endodonzia è quella branca dell’Odontoiatria che si occupa del tessuto interno del dente e delle patologie e trattamenti ad esso associati aiutando a salvare e mantenere il dente. Il trattamento endodontico (la cosiddetta devitalizzazione) consiste nella rimozione del tessuto pulpare (il nervo del dente), nella detersione, sagomatura dei canali radicolari e nella sostituzione del tessuto rimosso con un’otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare.

Domande frequenti

Quando è necessaria una devitalizzazione di un dente?

  • Quando una carie è arrivata vicino al nervo (polpa) e ne ha determinato un’infezione (pulpite)
  • il dente causa un forte dolore.
  • il dente è cariato da tempo o ha subito dei traumi per cui si è arrivati alla necrosi pulpare (morte del nervo) con conseguente ascesso, granuloma o cisti.
  • il dente ha odore sgradevole.

Un dente “devitalizzato” è più debole di un dente “normale”?

  • Un dente opportunamente devitalizzato, ricostruito e mantenuto pulito può durare tutta la vita, non è vero che è più fragile di un dente vitale (non devitalizzato).

Gnatologia

È la disciplina che si occupa in senso lato dell’articolazione temporo-mandibolare e delle patologie ad essa collegate.
Il presidio terapeutico più usato è il Bite-Guard, una placca in resina che fa sì che i denti del mascellare superiore e i denti della mandibola non entrino in contatto tra di loro, lasciando in stato di riposo l’articolazione temporo-mandibolare e la muscolatura circostante.
Il Bite-Guard è molto utilizzato anche nel caso di digrignamento notturno – bruxismo – per evitare un consumo eccessivo del tavolato occlusale dei denti e uno stato di affaticamento della muscolatura circostante.
È fondamentale che il Bite, sia costantemente controllato per evitare estrusioni (allungamenti) dei denti che modificherebbero l’occlusione.

Implantologia

L’implantologia è la disciplina che si occupa di sostituire i denti mancanti con radici in titanio ancorate nell’osso che possono sostenere denti singoli, gruppi di denti o possono anche fungere da supporto per una protesi completa.
È fondamentale valutare il tipo di osso del paziente, e le abitudini di igiene orale di quest’ultimo.
Forte controindicazione all’inserimento di impianti sono il fumo, il diabete e la scarsa igiene della bocca.
È molto importante che il paziente dopo essere stato curato con uno o più impianti, effettui un controllo periodico dal proprio dentista.

Domande frequenti

Quanto dura un impianto?

La durata dipende da:

  • modalità di realizzazione;
  • tipo di occlusione e tipo di osso del paziente;
  • accurata e quotidiana igiene della bocca con spazzolino o scovolino interdentale;
  • frequenza dei controlli presso il proprio dentista.

Protesi

Una protesi dentaria è un manufatto personalizzato, utilizzato per aggiustare la dentatura originaria persa o compromessa per motivi funzionali e/o estetici. Con il termine “protesi fissa” si intendono tutte le protesi dentali atte alla sostituzione di elementi singoli o intere arcate o parti di essa. Non possono essere rimosse dal paziente. In base alle funzioni si distinguono due tipi di protesi fissa:

  • protesi fissa su denti naturali: ha il compito di ricostruire le parti anatomiche del dente asportato e preservarlo quindi dalla completa distruzione (es. corone, intarsi, perno moncone) o di ripristinare più elementi mancanti utilizzando dei denti come pilastro (es. ponti);
  • protesi fissa su impianti: sostituisce completamente i denti naturali utilizzando viti in titanio che sostituiscono la radice dei denti su cui vengono avvitate o cementate le corone o i ponti in zirconio o ceramica.

Con il termine “protesi mobile” si intendono tutte le protesi atte alla sostituzione di intere arcate o parti di essa. Sono definite mobili in quanto possono essere rimosse facilmente dal paziente durante l’arco della giornata.
Protesi mobili sono la protesi totale, la protesi parziale e la protesi mista-scheletrata.
Indispensabile quando si effettua un lavoro protesico, piccolo o grande che sia, è il controllo dell’igiene della bocca e dell’occlusione nel tempo.

Domande frequenti

Quanto dura un impianto?

La durata dipende da:

  • modalità di realizzazione;
  • tipo di occlusione e tipo di osso del paziente;
  • accurata e quotidiana igiene della bocca con spazzolino o scovolino interdentale;
  • frequenza dei controlli presso il proprio dentista.

Chirurgia orale

È quella branca dell’odontoiatria che si occupa delle estrazioni, quando sono necessarie, dei lembi gengivali (incisione e scollamento della gengiva), dell’enucleazione di cisti, della disinclusione di denti inclusi (denti che non erompono in arcata), dell’estrazione di denti inclusi e di altre situazioni che sconfinano con la parodontologia e con l’implantologia.

Estetica e sbiancamento

Avere un sorriso con i denti bianchi e luminosi aiuta a migliorare l’aspetto generale di noi stessi e migliora l’autostima.
Con la detartrasi (seduta di ablazione del tartaro) si ottiene una bocca pulita (priva di tartaro) e sana, eliminando le macchie superficiali dello smalto provocate dal fumo, tè, caffè, liquirizia, e altre ancora.
Si arriva ad ottenere una naturale colorazione dello smalto: i denti saranno sicuramente più puliti e più bianchi di prima.
Qualora ci sia una effettiva necessità di sbiancare ulteriormente i denti si può ricorrere allo Sbiancamento dentale professionale, il quale utilizza perossidi, che penetrano nello smalto ed eliminano le macchie intrinseche, quelle cioè all’interno del dente.
Queste sostanze non danneggiano la struttura dello smalto del dente, però devono essere usate sotto la supervisione di un professionista.
Il metodo e la concentrazione di agente sbiancante devono essere adeguati al singolo paziente per evitare effetti collaterali quali sensibilità dentinale o irritazione della mucosa gengivale (reversibile).
Dopo aver effettuato uno sbiancamento è meglio non ripeterlo prima di un anno.

Domande frequenti

Come funziona?

La molecola che sbianca è il PEROSSIDO D’IDROGENO (o perossido di carbammide): per legge nei prodotti accessibili ai pazienti è inferiore all’ 1%, mentre nei prodotti professionali raggiunge anche il 40%. Il dentista applica l’agente sbiancante attivo, il quale penetra nello smalto e raggiunge le molecole responsabili delle macchie: i radicali liberi rilasciati dall’agente decompongono tali molecole (rompendo i legami che le tengono insieme), rendendole NON più visibili.

Danneggia i denti?

Assolutamente NO.
Il gel utilizzato per lo sbiancamento professionale non fa altro che disgregare le pigmentazioni presenti nelle microfessure dello smalto lasciando quest’ultimo intatto. Al contrario, se utilizzate rimedi casalinghi come bicarbonato, limone e sale lo distruggete causando abrasioni ed erosioni chimiche irreversibili.

Quanto dura l’effetto?

È difficile rispondere, perché in gran parte dipende dalle abitudini quotidiane di ciascuno di noi. Generalmente la durata varia tra gli 8 e i 16 mesi.

Invisalign

Invisalign è un trattamento ortodontico innovativo che permette di risolvere alcuni tipi di malocclusione e disallineamenti dentari indossando una serie di mascherine trasparenti create su misura per il paziente. I principali vantaggi di questa tecnica sono:
Trasparenza: le mascherine possono essere indossate senza che nessuno si accorga della presenza in bocca di queste, sono invisibili.
Removibili: le mascherine si possono togliere in qualsiasi momento per mangiare e mantenere una corretta igiene orale.

Domande frequenti

Come funziona?

Si effettua una prima visita per stabilire se il caso è idoneo al trattamento.
In caso positivo si effettuano radiografie, fotografie e scansioni della dentatura.
Con questi dati e con le indicazioni del medico, viene realizzato un ClinCheck 3D, ovvero una simulazione virtuale dei movimenti biomeccanici che i denti devono effettuare durante il trattamento.
Una volta pianificato il trattamento, vengono prodotte le mascherine. Si tratta di una sequenza di mascherine ciascuna delle quali va cambiata in autonomia ogni 10-14 giorni (a seconda del caso) e ciascuna mascherina determina un piccolo spostamento dentale.

Quanto vanno indossate le mascherine?

Le mascherine devono essere indossate per circa 22 ore al giorno: potete rimuoverle in qualunque momento (durante i pasti, merende e per lavare i denti).
Si effettuano visite di controllo programmate per verificare che i denti si stiano muovendo come pianificato.

È doloroso?

Non è doloroso, al limite si avverte un lieve disagio nella prima settimana di trattamento quando i denti iniziano il movimento.